Piazza Mercatale

La vasta area di piazza Mercatale costituiva probabilmente, in origine, una parte del greto e del letto del fiume Bisenzio, poi deviato verso nord. Fin dal XII secolo era zona di scambi e mercato poi sede della Fiera di settembre, ritrovo annuale di mercanti in occasione dell’ostensione della reliquia della Sacra Cintola.
Sulla piazza venne edificato, nel 1316, il convento del Carmine, unica architettura di pregio in un susseguirsi di modeste abitazioni e botteghe con loggiati anteriori  nelle quali ferveva il lavoro artigiano.
Nel 1531 vi furono costruiti al centro i tiratoi per l’Arte della lana, abbattuti nel 1783 e ricostruiti lungo le mura su progetto di Francesco Valentini. A loro volta questi furono sostituiti nel 1930 – 1932 dalla Casa del Fascio, su progetto di Brunetto Chiaramonti.
L’area alberata, realizzata nel 1926, prese il posto di un prato ovale delimitato da panchine e pilastrini, progettato da Giuseppe Valentini e utilizzato nell’Ottocento per le corse dei cavalli.
Sulla parte orientale vi è il complesso delle Case Nuove, interessante esempio di struttura abitativa popolare del Seicento. La parte centrale, il “palazzotto”, fu realizzata tra il 1689 e 1695 su progetto di Giovan Battista Foggini. Tra il 1689 e il 1703 il “palazzotto” passò ai Gesuiti, che ne fecero sede provvisoria del collegio Cicognini. In seguito l’edificio fu sede del conservatorio delle Pericolanti, del Seminario vescovile, residenza per le truppe spagnole distaccate a Prato ed infine per i veterani lorenesi. Solo nella seconda metà dell’Ottocento le abitazioni passarono ai privati.

La vasta area di piazza Mercatale costituiva probabilmente, in origine, una parte del greto e del letto del fiume Bisenzio, poi deviato verso nord. Fin dal XII secolo era zona di scambi e mercato poi sede della Fiera di settembre, ritrovo annuale di mercanti in occasione dell’ostensione della reliquia della Sacra Cintola.
Sulla piazza venne edificato, nel 1316, il convento del Carmine, unica architettura di pregio in un susseguirsi di modeste abitazioni e botteghe con loggiati anteriori  nelle quali ferveva il lavoro artigiano.
Nel 1531 vi furono costruiti al centro i tiratoi per l’Arte della lana, abbattuti nel 1783 e ricostruiti lungo le mura su progetto di Francesco Valentini. A loro volta questi furono sostituiti nel 1930 – 1932 dalla Casa del Fascio, su progetto di Brunetto Chiaramonti.
L’area alberata, realizzata nel 1926, prese il posto di un prato ovale delimitato da panchine e pilastrini, progettato da Giuseppe Valentini e utilizzato nell’Ottocento per le corse dei cavalli.
Sulla parte orientale vi è il complesso delle Case Nuove, interessante esempio di struttura abitativa popolare del Seicento. La parte centrale, il “palazzotto”, fu realizzata tra il 1689 e 1695 su progetto di Giovan Battista Foggini. Tra il 1689 e il 1703 il “palazzotto” passò ai Gesuiti, che ne fecero sede provvisoria del collegio Cicognini. In seguito l’edificio fu sede del conservatorio delle Pericolanti, del Seminario vescovile, residenza per le truppe spagnole distaccate a Prato ed infine per i veterani lorenesi. Solo nella seconda metà dell’Ottocento le abitazioni passarono ai privati.