Museo dell'Opera del Duomo

Il Museo dell’Opera del Duomo nasce nel 1967 per accogliere opere d’arte provenienti dal Duomo e poi dall’intera diocesi. Il percorso museale si snoda lungo alcune sale dell'antico Palazzo dei Proposti per concludersi nelle "Volte" affrescate sotto la Cattedrale.
Nella prima sala è un rilievo duecentesco di Giroldo da Como proveniente da Montepiano, mentre nella sala della Cintola è ricomposto il pulpito trecentesco, anteriore a quello di Donatello e Michelozzo.
Nella zona seminterrata si trova un’area archeologica, il cui scavo ha permesso di recuperare resti ceramici dal periodo etrusco al XV secolo e un tratto delle mura del XII secolo.
La Sala del Rinascimento ospita alcuni capolavori, come la pala con le Esequie di San Girolamo, eseguita da Filippo Lippi intorno al 1455-1460 per il Duomo, e quella con la Madonna col Bambino e Santi del Maestro della Natività di Castello, proveniente da Faltugnano.
Capolavori assoluti sono il parapetto originale e il capitello bronzeo del pulpito esterno del Duomo, di Donatello e Michelozzo.
Nella Sala del Seicento alcune tele provenienti dalla Cattedrale, tra cui un Martirio di San Lorenzo del 1666-68, iniziato da Mario Balassi e completato da Carlo Dolci, autore anche dell’Angelo custode, e l’intenso San Pietro d’Alcàntara comunica santa Teresa d’Avila, realizzato da Livio Mehus nel 1683.
Rientra nel percorso anche il chiostro romanico, che ha tre capitelli figurati attribuiti al Maestro di Cabestany.
Superati la cappella sepolcrale dei Migliorati e l’Antiquarium, con reperti rinvenuti durante gli scavi eseguiti dal 1970 nell’area della chiesa, il percorso termina con le “Volte”, vasto ambiente trecentesco usato fino al Settecento come luogo di sepoltura, e la cappella di Santo Stefano.

Il Museo dell’Opera del Duomo nasce nel 1967 per accogliere opere d’arte provenienti dal Duomo e poi dall’intera diocesi. Il percorso museale si snoda lungo alcune sale dell'antico Palazzo dei Proposti per concludersi nelle "Volte" affrescate sotto la Cattedrale.
Nella prima sala è un rilievo duecentesco di Giroldo da Como proveniente da Montepiano, mentre nella sala della Cintola è ricomposto il pulpito trecentesco, anteriore a quello di Donatello e Michelozzo.
Nella zona seminterrata si trova un’area archeologica, il cui scavo ha permesso di recuperare resti ceramici dal periodo etrusco al XV secolo e un tratto delle mura del XII secolo.
La Sala del Rinascimento ospita alcuni capolavori, come la pala con le Esequie di San Girolamo, eseguita da Filippo Lippi intorno al 1455-1460 per il Duomo, e quella con la Madonna col Bambino e Santi del Maestro della Natività di Castello, proveniente da Faltugnano.
Capolavori assoluti sono il parapetto originale e il capitello bronzeo del pulpito esterno del Duomo, di Donatello e Michelozzo.
Nella Sala del Seicento alcune tele provenienti dalla Cattedrale, tra cui un Martirio di San Lorenzo del 1666-68, iniziato da Mario Balassi e completato da Carlo Dolci, autore anche dell’Angelo custode, e l’intenso San Pietro d’Alcàntara comunica santa Teresa d’Avila, realizzato da Livio Mehus nel 1683.
Rientra nel percorso anche il chiostro romanico, che ha tre capitelli figurati attribuiti al Maestro di Cabestany.
Superati la cappella sepolcrale dei Migliorati e l’Antiquarium, con reperti rinvenuti durante gli scavi eseguiti dal 1970 nell’area della chiesa, il percorso termina con le “Volte”, vasto ambiente trecentesco usato fino al Settecento come luogo di sepoltura, e la cappella di Santo Stefano.