Il Monastero di San Niccolò fu edificato a partire dal 1323, grazie al lascito del cardinale Niccolò da Prato. E già nel 1328 ospitò la prima comunità domenicana. Fu interessato da vari interventi finché, nel 1785, il granduca Pietro Leopoldo lo trasformò in conservatorio per fanciulle di condizione agiata, commissionandone a Giuseppe Valentini la trasformazione.
Soppresso nel 1808, il conservatorio riprese le sue funzioni nel 1814, quando vi furono trasferite le monache di San Clemente.
Dell’antico monastero si segnalano il refettorio con affreschi di Tommaso di Piero del 1490, ed il chiostro, con un bel tondo della bottega di Andrea Della Robbia e un Presepio, del 1460 circa, opera della bottega di Donatello.
Dal chiostro si accede al capitolo, con resti del soffitto ligneo con decorazioni, del tardo Trecento, ed affreschi di Girolamo Ristori del 1509. Si segnalano anche l’archivio-spezieria, ambiente con arredo settecentesco che conserva ceramiche e vetri e, al primo piano, la cappella della Spina, sacello ligneo di fine Cinquecento.
Nell’orto “di Gosto” si trova un raro esempio di “Scala Santa”, una scenografica struttura, ad imitazione di quella in San Giovanni in Laterano, con una scala centrale che veniva salita in ginocchio, e due scalette laterali, che conducevano ad una cappella superiore detta “Calvario”.
La chiesa del complesso monastico conserva l’originario portale trecentesco in alberese e serpentino verde.
Dietro la chiesa si eleva un campanile a torre, costruito nel 1760.
Il Monastero di San Niccolò fu edificato a partire dal 1323, grazie al lascito del cardinale Niccolò da Prato. E già nel 1328 ospitò la prima comunità domenicana. Fu interessato da vari interventi finché, nel 1785, il granduca Pietro Leopoldo lo trasformò in conservatorio per fanciulle di condizione agiata, commissionandone a Giuseppe Valentini la trasformazione.
Soppresso nel 1808, il conservatorio riprese le sue funzioni nel 1814, quando vi furono trasferite le monache di San Clemente.
Dell’antico monastero si segnalano il refettorio con affreschi di Tommaso di Piero del 1490, ed il chiostro, con un bel tondo della bottega di Andrea Della Robbia e un Presepio, del 1460 circa, opera della bottega di Donatello.
Dal chiostro si accede al capitolo, con resti del soffitto ligneo con decorazioni, del tardo Trecento, ed affreschi di Girolamo Ristori del 1509. Si segnalano anche l’archivio-spezieria, ambiente con arredo settecentesco che conserva ceramiche e vetri e, al primo piano, la cappella della Spina, sacello ligneo di fine Cinquecento.
Nell’orto “di Gosto” si trova un raro esempio di “Scala Santa”, una scenografica struttura, ad imitazione di quella in San Giovanni in Laterano, con una scala centrale che veniva salita in ginocchio, e due scalette laterali, che conducevano ad una cappella superiore detta “Calvario”.
La chiesa del complesso monastico conserva l’originario portale trecentesco in alberese e serpentino verde.
Dietro la chiesa si eleva un campanile a torre, costruito nel 1760.