Il collegio Cicognini è sorto alla fine del Seicento su un preesistente complesso monastico venduto ai Gesuiti perché vi realizzassero un collegio in base al lascito testamentario di Francesco Cicognini, canonico pratese.
Fu sede di intensa attività culturale ed educativa, vi si formò la colta borghesia pratese e non solo. Vi studiarono tra gli altri Gabriele D’Annunzio, Curzio Mapalarte, Bettino Ricasoli. I Gesuiti lo gestirono fino al 1773, quando il granduca soppresse tutti i loro conventi ed istituti, laicizzandoli. Nel 1882 il collegio divenne convitto nazionale.
Il palazzo domina l’omonima piazza con la facciata sviluppata su tre piani e conclusa da un attico. Il progetto dell’edificio si deve a Giovan Battista Origoni. Il portale monumentale e l’atrio furono progettati nel 1793 dall'architetto pratese Giuseppe Valentini. Il settore settentrionale dell’edificio fu completato solo nel 1887-90 da Giuseppe Bacci, che ne dispose l’innalzamento al livello del settore centrale.
All’interno spazi sobri e severi si alternano con saloni decorati e ambienti collettivi riccamente decorati. Tra le sale più interessanti si segnalano la Pinacoteca, il Teatro ed il Refettorio, affrescato nel 1753-54 dal pratese Giacinto Fabbroni con storie sacre, e la cappella dei collegiali, che conserva gli arredi lignei originali settecenteschi. Interessanti e ben conservate sono anche la ricca biblioteca e l’archivio.
Il collegio Cicognini è sorto alla fine del Seicento su un preesistente complesso monastico venduto ai Gesuiti perché vi realizzassero un collegio in base al lascito testamentario di Francesco Cicognini, canonico pratese.
Fu sede di intensa attività culturale ed educativa, vi si formò la colta borghesia pratese e non solo. Vi studiarono tra gli altri Gabriele D’Annunzio, Curzio Mapalarte, Bettino Ricasoli. I Gesuiti lo gestirono fino al 1773, quando il granduca soppresse tutti i loro conventi ed istituti, laicizzandoli. Nel 1882 il collegio divenne convitto nazionale.
Il palazzo domina l’omonima piazza con la facciata sviluppata su tre piani e conclusa da un attico. Il progetto dell’edificio si deve a Giovan Battista Origoni. Il portale monumentale e l’atrio furono progettati nel 1793 dall'architetto pratese Giuseppe Valentini. Il settore settentrionale dell’edificio fu completato solo nel 1887-90 da Giuseppe Bacci, che ne dispose l’innalzamento al livello del settore centrale.
All’interno spazi sobri e severi si alternano con saloni decorati e ambienti collettivi riccamente decorati. Tra le sale più interessanti si segnalano la Pinacoteca, il Teatro ed il Refettorio, affrescato nel 1753-54 dal pratese Giacinto Fabbroni con storie sacre, e la cappella dei collegiali, che conserva gli arredi lignei originali settecenteschi. Interessanti e ben conservate sono anche la ricca biblioteca e l’archivio.