La chiesa di Sant’Agostino fu edificata a partire dalla seconda metà del Trecento e completata entro il 1440. Fra Ottocento e Novecento fu interessata da vari restauri, compreso quello per riparare i danni della seconda guerra mondiale. Nel 1964, affidata ai padri Sacramentini, fu restaurata interamente.
La facciata è di tipo basilicale, con paramento in ciottoli e spigoli in mattoni, alberese e arenaria. Il portale, della prima metà del Quattrocento, reca sull’architrave gli stemmi di Francesco Datini, del Comune e del Ceppo nuovo. Sull’abside destra poggia il campanile a torre, con pianta rettangolare e cuspide piramidale.
All’interno la chiesa mostra un interessante esempio di transizione dal gotico al rinascimento: inizialmente a navata unica con tre cappelle absidali, è stata poi suddivisa in tre navate con archi a tutto sesto su colonne in mattoni con capitelli a “foglia d’acqua”. La navata centrale ha copertura a capriate lignee, mentre sulle laterali sono volte a crociera ribassata.
Tra le opere pittoriche si segnalano una Madonna della Consolazione di Giovan Battista Naldini, allievo del Pontormo e collaboratore del Vasari; un’Elemosina di San Tommaso, capolavoro del pittore e poeta Lorenzo Lippi, datato 1662, un Sant’Agostino che contempla il mistero della Trinità del senese Raffaello Vanni.
A sinistra della chiesa si sviluppa il convento. Dal vestibolo con volta a botte, della prima metà del Trecento, si accede al chiostro “dei morti”, del Cinquecento, e all'oratorio di San Michele, che conserva ampi resti di una teoria di santi e profeti affrescata alla fine del Trecento.
La chiesa di Sant’Agostino fu edificata a partire dalla seconda metà del Trecento e completata entro il 1440. Fra Ottocento e Novecento fu interessata da vari restauri, compreso quello per riparare i danni della seconda guerra mondiale. Nel 1964, affidata ai padri Sacramentini, fu restaurata interamente.
La facciata è di tipo basilicale, con paramento in ciottoli e spigoli in mattoni, alberese e arenaria. Il portale, della prima metà del Quattrocento, reca sull’architrave gli stemmi di Francesco Datini, del Comune e del Ceppo nuovo. Sull’abside destra poggia il campanile a torre, con pianta rettangolare e cuspide piramidale.
All’interno la chiesa mostra un interessante esempio di transizione dal gotico al rinascimento: inizialmente a navata unica con tre cappelle absidali, è stata poi suddivisa in tre navate con archi a tutto sesto su colonne in mattoni con capitelli a “foglia d’acqua”. La navata centrale ha copertura a capriate lignee, mentre sulle laterali sono volte a crociera ribassata.
Tra le opere pittoriche si segnalano una Madonna della Consolazione di Giovan Battista Naldini, allievo del Pontormo e collaboratore del Vasari; un’Elemosina di San Tommaso, capolavoro del pittore e poeta Lorenzo Lippi, datato 1662, un Sant’Agostino che contempla il mistero della Trinità del senese Raffaello Vanni.
A sinistra della chiesa si sviluppa il convento. Dal vestibolo con volta a botte, della prima metà del Trecento, si accede al chiostro “dei morti”, del Cinquecento, e all'oratorio di San Michele, che conserva ampi resti di una teoria di santi e profeti affrescata alla fine del Trecento.