Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cui è riconosciuta la funzione di Museo del contemporaneo della Toscana, è la prima istituzione museale italiana con una sede costruita ex novo per presentare, collezionare, documentare e diffondere gli sviluppi delle ricerche artistiche più avanzate: pittura, scultura, installazione, architettura, design, moda, fotografia, video, film, editoria, teatro, danza, performance, musica.
La sua raccolta, composta da oltre mille opere e progetti che rappresentano 25 anni di attività espositiva e di ricerca, propone le tendenze e gli sviluppi dei linguaggi e media artistici dalla seconda metà del Novecento ad oggi, in Italia e nel mondo, per dare continuità alla storia culturale di una regione, la Toscana, universalmente riconosciuta e considerata per il suo straordinario patrimonio storico-artistico, architettonico e paesaggistico, linguistico e musicale, scientifico e progettuale.
Intorno all'edificio progettato negli anni Ottanta dall’architetto fiorentino Italo Gamberini (1907-1990), esponente di spicco del movimento razionalista toscano, è in corso di realizzazione un ambizioso progetto d'ampliamento circolare, commissionato dalla famiglia Pecci a NIO architecten di Rotterdam, autore fra i più interessanti dell’innovativa scena architettonica olandese.
La nuova costruzione è sostenuta da Comune di Prato e Regione Toscana. Collegata all'edificio di Gamberini, la nuova sede potenzia i servizi per il pubblico del Museo, permette di presentare organicamente la collezione, migliora la visibilità, l'accessibilità e la flessibilità del Centro.
Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cui è riconosciuta la funzione di Museo del contemporaneo della Toscana, è la prima istituzione museale italiana con una sede costruita ex novo per presentare, collezionare, documentare e diffondere gli sviluppi delle ricerche artistiche più avanzate: pittura, scultura, installazione, architettura, design, moda, fotografia, video, film, editoria, teatro, danza, performance, musica.
La sua raccolta, composta da oltre mille opere e progetti che rappresentano 25 anni di attività espositiva e di ricerca, propone le tendenze e gli sviluppi dei linguaggi e media artistici dalla seconda metà del Novecento ad oggi, in Italia e nel mondo, per dare continuità alla storia culturale di una regione, la Toscana, universalmente riconosciuta e considerata per il suo straordinario patrimonio storico-artistico, architettonico e paesaggistico, linguistico e musicale, scientifico e progettuale.
Intorno all'edificio progettato negli anni Ottanta dall’architetto fiorentino Italo Gamberini (1907-1990), esponente di spicco del movimento razionalista toscano, è in corso di realizzazione un ambizioso progetto d'ampliamento circolare, commissionato dalla famiglia Pecci a NIO architecten di Rotterdam, autore fra i più interessanti dell’innovativa scena architettonica olandese.
La nuova costruzione è sostenuta da Comune di Prato e Regione Toscana. Collegata all'edificio di Gamberini, la nuova sede potenzia i servizi per il pubblico del Museo, permette di presentare organicamente la collezione, migliora la visibilità, l'accessibilità e la flessibilità del Centro.