Castello dell’Imperatore

Il Castello dell’Imperatore si impone per la bellezza geometrica delle sue luminose superfici in pietra alberese, appena segnate da sottili feritoie. L’edificio costituisce uno splendido esempio di architettura sveva dell’epoca di Federico II (1194-1250), il grande imperatore definito “stupore del mondo”.
La sua costruzione iniziò nel 1240 sotto la direzione di Riccardo da Lentini, progettista dei castelli di Augusta, Siracusa, Catania, ma non venne mai completata per la morte di Federico II. Dopo il passaggio di Prato sotto il dominio di Firenze nel 1351, il castello fu collegato alle nuove, ampie mura della città tramite un corridoio fortificato, poi detto Cassero, e divenne a lungo sede della guarnigione. Molte trasformazioni si ebbero tra il XVII e il XIX secolo (diventò anche sede militare e di prigioni).
Nel 1932 fu acquistato dal Comune e restaurato più volte. Furono abbattute le costruzioni addossate alle mura, fu ripristinato il camminamento merlato e furono demolite le modeste strutture che lo occupavano all’interno, creando il vasto cortile attuale.
Il castello ha pianta quadrata, arricchita da torri e torrioni. Il portale maggiore unisce a spunti classici (colonne con timpano) e gotici (arco ogivale fiancheggiato da leoni) la bicromia pratese di alberese e serpentino, il “marmo verde di Prato”.
Le due torri agli angoli a sud-ovest e nord-est portano ai camminamenti merlati, con una splendida vista sulla città.

Il Castello dell’Imperatore si impone per la bellezza geometrica delle sue luminose superfici in pietra alberese, appena segnate da sottili feritoie. L’edificio costituisce uno splendido esempio di architettura sveva dell’epoca di Federico II (1194-1250), il grande imperatore definito “stupore del mondo”.
La sua costruzione iniziò nel 1240 sotto la direzione di Riccardo da Lentini, progettista dei castelli di Augusta, Siracusa, Catania, ma non venne mai completata per la morte di Federico II. Dopo il passaggio di Prato sotto il dominio di Firenze nel 1351, il castello fu collegato alle nuove, ampie mura della città tramite un corridoio fortificato, poi detto Cassero, e divenne a lungo sede della guarnigione. Molte trasformazioni si ebbero tra il XVII e il XIX secolo (diventò anche sede militare e di prigioni).
Nel 1932 fu acquistato dal Comune e restaurato più volte. Furono abbattute le costruzioni addossate alle mura, fu ripristinato il camminamento merlato e furono demolite le modeste strutture che lo occupavano all’interno, creando il vasto cortile attuale.
Il castello ha pianta quadrata, arricchita da torri e torrioni. Il portale maggiore unisce a spunti classici (colonne con timpano) e gotici (arco ogivale fiancheggiato da leoni) la bicromia pratese di alberese e serpentino, il “marmo verde di Prato”.
Le due torri agli angoli a sud-ovest e nord-est portano ai camminamenti merlati, con una splendida vista sulla città.